Forse abbiamo sbagliato…

A cura di Andrea Pilati

21 giugno 2022, e siamo in estate! Finalmente, non se ne poteva più di un clima così piovoso e rigido, di una primavera tipicamente umida e ondivaga, tra il caldo leggero e piogge incessanti.

Finalmente è arrivata l’estate e da oggi in poi si prevede bel tempo, un caldo via via sempre più secco e acceso, temperature che da miti arrivano a picchi più elevati, ma sopportabili. Flora e fauna ringraziano, così anche orti i frutteti.

Così dovrebbe essere il ciclo naturale delle stagioni ma così non è. O, almeno noi crediamo così non sia… Forse ci stiamo sbagliando e, a furia di malintesi, abbiamo spostato avanti le lancette degli orologi mentre dovevamo semplicemente tirare avanti i nostri calendari di un mese. Non ci avevano detto che era stato approvato il mese legale, in sostituzione della meno efficace “ora legale”, in sostituzione della ancora meno efficace “ira legale”, in vigore per due anni e sorretta da decreti quindicinali del p.c.m.

Il mese legale, perché non ci avevamo pensato prima? Avremmo digiunato a marzo per la prova costume, piantato zucchine ad aprile, finito la scuola a maggio, andati in ferie a luglio (ma siamo ancora in tempo, dai). Quanto tempo perso, e ora a corrergli dietro per recuperare il salvabile di trenta giorni di vita andati in fumo, così, senza nemmeno avvisare. Eppure è da anni che dissolvono nubi, spostano correnti, nevicano a Dubai, sciolgono al Polo, inondano in Malesia, bruciano in Italia, tremano a L’Aquila… Ah, no, scusate, questo è terremoto naturale.

Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. FONTE: www.askanews.it

Ecco, per risolvere tutti questi problemi indotti, potremmo dichiarare uno Stato nuovo, così da evitare ingerenze ed essere sovrani, uno Stato con una nuova giurisdizione, una nuova Costituzione, con nuovi principi, una nuova organizzazione sociale. Come potremmo chiamarlo? Aspetta, ce l’ho sulla punta della lingua…

Ecco, sì, potremmo chiamarlo STATO DI EMERGENZA.

Non suona originale? Scommetto che a nessun altro è venuto in mente, fino ad ora.

Uno Stato in cui i cittadini vivono in perenne ansietà, incertezza, remissività, accettazione, sedazione, vessazione, preoccupazione, accondiscendenza (lo so, non fa rima, ma non ho trovato altri termini…). Si potrebbe anche creare uno Stato nello Stato, lo Stato Catatonico, una parte di territorio abitata da morti viventi, scusate l’ossimoro, con il problema che quest’ultimo, a vedere la condizione di molti cittadini, sarebbe probabilmente lo Stato principale. Ma fa lo stesso, l’importante è che tutto funzioni, per il bene di tutti.

Che importa se i termometri segnano +42°, è solo illusione, così come illusione è quel numero maggiore di 2,000 esposto ai distributori di carburante. Prima o poi cala, tranquilli; basta che non aumenti il caffè se no ci arrabbiamo di brutto!

Ma adesso è arrivata l’estate e tra poco nevicherà.


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Un pensiero riguardo “Forse abbiamo sbagliato…

  1. Bellissimo articolo signor Pilati forse con un po’ di ironia si può comprendere quello che accade nel mondo e imparare a darei il giusto peso alle nostre dipendenze e magari domani aprire l’ombrello mettere il piumino ma lasciare a casa la macchina…. Potrebbe essere il primo passo per uscire dalla gabbia?

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