Il Grande Setaccio

A cura di Andrea Pilati

Credevate che tutto fosse finito, che ci fosse già stata la suddivisione tra i normati e i ribelli? Credevate che la strada fosse già stata tracciata, il percorso intrapreso, i compagni di viaggio già consolidati, le maschere cadute, i chakra aperti e la burrasca passata? E credevate forse che affetti e parenti precedenti, scioltisi come neve al sole di fronte a una siringa liberatoria, mostratisi come i peggiori nemici e i migliori ipocriti, vi avessero allontanato da loro e tutto fosse finito lì, con un po’ di vostro stupore e un tantino di dispiacere? E credevate che i gruppi spontanei formatisi per esigenze umane di com-unione, fossero pregni di alti valori e zero opportunismo?
“Illusioni”, scrisse Richard Bach… Ma è anche titolo del libro del momento presente. Quanto tempo ancora dovrà passare affinché i prescelti, gli eletti, le anime vive, così come amano chiamarsi coloro che credono di essere passati indenni le onde del mare in burrasca, comprendano che il vero nemico dell’evoluzione dell’anima, colui che crea il mondo fuori, che distrugge i sogni, annichilisce l’entusiasmo, disprezza la concordia, non si trova la fuori, non si trova nei palazzi del potere, non si trova nel vicino che li redarguisce, e nemmeno nel denaro?
Si trova in chi di noi si offende per un appunto, per un consiglio diretto, per una richiesta di sintonia con una frequenza più alta (come quella di lasciare perdere di vedere un bicchiere mezzo vuoto, di guardare gli aspetti positivi, di proporre soluzioni invece che evidenziare e produrre problemi…). Si trova proprio dentro coloro che credevano di stare sulla stessa barca con persone affini, per poi scoprire che il vicino sta remando contro, che l’altro ha smesso di remare, che un altro sbraita che vuole scendere perché non gli sta bene la direzione.
Si trova in coloro che hanno scambiato l’autarchia per anarchia, errore scusabile vista l’assonanza di termini, ma palesemente divergente e producente divergenze, sia fuori che dentro di noi.
Le cellule anarchiche producono tumori che hanno la funzione di disgregare e rendere inabili. Non accettano l’autorità e perciò non accettano nemmeno quell’autorità che le anima, quella voce interna che indica loro cosa devono fare.
Le cellule autarchiche rispettano la disciplina, sono integre e autorigeneranti, e partecipano al mantenimento dello stato di salute di un corpo, sia esso materiale o sottile, non fa differenza.
Non è ancora finito il tempo, ma anzi proprio ora viene il bello, la parte più terribile si avvicina. Quello che credevamo prima fosse fuori, ora si manifesta all’interno di noi, scatenando forze inaspettate per chi non le conosce, non ne conosce il modo di agire, il sottile e subdolo insinuarsi tra le pieghe di una mente che non è sotto il nostro dominio e genera mostri. Tutto d’un tratto si vedranno inalberarsi persone, così, all’improvviso, come fossero posseduti (e di fatto è così). E in tutto questo, attente voi donne, avete enormi possibilità.

Si dice che dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna, che consiglia con saggezza. Ma se essa è mossa da invidia, gelosia, arrivismo, protagonismo, egocentrismo allora diviene manipolatrice e rende l’uomo il suo pupazzo, senza che nemmeno lui se ne accorga, vero Adamo?
Per cui anche nelle coppie potranno verificarsi ulteriori passaggi di setaccio, l’Amore non fa differenze ne sconti e mi viene da intuire che proprio lì si svolgerà la battaglia finale.
“Non v’è altro Dio al di fuori di me” e se di en-theos si parla allora è a quella energia che ci si deve rivolgere ma bisogna scegliere se coltivarla, con onestà, perché essa richiede di sacrificare le parti pesanti di noi, quelle che fanno parte e producono la vecchia società, quella che molti credono di avere abbandonato, mentre ci vivono ancora pienamente dentro, convinti di esserne fuori. E questo è molto più difficile da comprendere. Chi si trova in questa situazione è ancora sul Titanic, convinto che esso sia la scialuppa di salvataggio, incapace di comprendere e apprendere dagli effetti che produce.
Lo dico ancora una volta, un’altra volta, il mondo dentro plasma il mondo fuori, lo crea a sua immagine e somiglianza. Ci sono arroganti in un mondo di arroganti, lamentosi che si lamentano dei lamentanti, chi critica perché viene criticato… e tutti questi allegramente si attraggono e non sanno perché, o non gli conviene saperlo perché sarebbe la fine del loro momento di felice sofferenza. Siamo attratti per empatia, per magnetica sintonia; lo saremo sempre di più, perché la richiesta dell’Universo è di maggiore raffinatezza, di grana sempre più fine per passare le maglie di un setaccio che altro non fa che il suo compito; fare passare chi ha tolto zavorre, riducendo la pesante massa pensante. Si scopriranno inaspettate alleanze, si dovranno lasciare compagni di viaggio che hanno scelto altre strade, senza però perdere il sorriso sulle labbra, sforzandosi di sviluppare compassione, soprattutto verso quella parte pesante di noi attraverso la quale prima avevamo con loro affinità. Sarà un passaggio duro, molto di più di come lo è stato due anni fa. Ma lo abbiamo scelto noi prima di scendere in questa dimensione, non dimentichiamocelo.
Buone nuove sintonie


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2 pensieri riguardo “Il Grande Setaccio

  1. L’Universo è “prakryti” (materia) e setaccia molto bene ciò che materia è dentro! È “l’intenzione” che crea la realtà… e una tale coscienza ha ancora da venire. La Società non permette mai di “creare” perché è contro ogni suo principio. Ciò che ha valore è l’immensa natura che crea la Vita! Quello sì. Quindi ognuno abbia a rispondere delle proprie azioni.

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  2. Bellissimo questo articolo, si evidenzia il momento attuale, ed è come vedere il frame di un ciottolo buttato in un lago,
    il pensiero che viene espresso e che riporta al paragone del setaccio è ben presente nella coscienza di molti perché è proprio attraverso di essa che avviene il passaggio più stretto.

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