Controllo e gestione del dissenso nelle ultime elezioni

A cura di Giuliano

Premettendo che a due settimane dal 25 settembre, tra una folle crisi energetica, con bollette criminalmente pompate a dismisura per far fallire le pmi, ed una altrettanto folle emergenza geopolitica mondiale, condita con spettri di rischio nucleare e con il, per lorsignori, sempreverde virus pandemico, potrebbe accadere ancora di tutto, visto e considerato che il 24 entrerà in vigore il DPCM 1° agosto 2022 n.133 del “dimissionario” governo Draghi che riguarda la:

Art.1 DPCM 1° agosto 2022 n.133

E che le «informazioni, i dati e le notizie» circa l’attuazione e le finalità di detto Dpcm sono, manco a dirlo, «sottratti al diritto di accesso», leggasi coperte da segreto di Stato.
E che la data delle elezioni, non dimentichiamolo, è stata fissata anche per garantire il vitalizio ai parlamentari in carica non per altro.
Consideriamo che:

Votare è parte essenziale del loro gioco.

Sarebbe meglio dire “dare la possibilità di votare” visto che tutto ciò che fanno dopo le elezioni è determinato dal fatto che alla base c’è una presunta volontà popolare, giustificato dal risultato delle votazioni.

Il sistema, di romana memoria, delle fazioni che si confrontano in campo neutro è oggi solo una pia illusione, la foto in copertina ne è una plastica illustrazione. Anzi io ci leggo che sarà una “passione” per l’uomo come lo fu per Gesù, questi si professano amanti e protettori dell’umanità mentre pongono le basi per un transumanesimo senza regole né etiche né morali.

Comunque, ad oggi è più che palese che i governi nazionali sono semplici esecutori di direttive sovrannazionali tese all’accentramento e al controllo del potere.

Il tutto poggia sulla base del consenso popolare, reale o presunto che sia, ed è per questo che le elezioni sono considerate il momento più alto della partecipazione popolare alla vita sociale e politica di un paese, ed è per questo che i poteri sovrannazionali spendono ed investono enormi risorse ed energie a tutti i livelli, da quelle sottili alle più dense e materiali affinché il popolo voti. Oggi il

Punto cruciale di questo gioco è il controllo del dissenso.

In questo lorsignori sono maestri e hanno un’esperienza, oserei dire, millenaria… Dopo il 1992 del Britannia e delle stragi di Stato (Falcone e Borsellino), possiamo affermare, col senno di poi, che era già stata prevista l’ascesa di un movimento politico teso a raccogliere ed irretire l’onda crescente del dissenso. Così è successo col M5s che, dopo aver sedotto le platee di tutta Italia, le ha violentate e gettate in discarica come una “scatoletta di tonno”.

Il dissenso era stato dirottato, controllato e gestito.

Oggi il dissenso, ancora più montante, è canalizzato anziché verso un polo unico, verso una pluralità di movimenti e partitini che nelle dichiarazioni professano tutti le stesse cose, ma paradossalmente nei fatti non hanno trovato, e sembra proprio che non vogliano trovare, una via comune per organizzare il dissenso.

Con questa frammentazione,
il dissenso viene dirottato, controllato e gestito.

Berlicche spiega il Teatrino Umano-Politico-Italiano alla luce della Visione di Malacoda riguardo al Drago ed al naufragio.

Dunque non si può che essere d’accordo col presunto aforisma di Mark Twain:

Ma in un certo senso forse è meglio così, poiché in nessuna di queste formazioni frammentate intravedo ancora una forza etica tale da attrarre a sé una massa critica capace di cambiare davvero le regole del gioco di lorsignori.
Questi nuovi movimenti sono già stati etichettati e categorizzati come “antisistema” e quindi pnllisticamente (passatemi il termine o neologismo se volete, nda) sono già stati inscatolati e gestiti e la mancata concertazione tra di loro non fa che rafforzare questo “meccanismo” di prigionia mentale.

Considerando che tale sistema non è da cambiare ma è da rifare basta pensare ad una semplice cosa: il nostro voto voto ha mai veramente cambiato qualcosa in meglio? E parimenti il nostro non-voto? Le conquiste dei lavoratori alla fine degli anni 60′ non sono state guadagnate col voto e tutte le altre pseudo conquiste sociali sono state raggiunte, sotto la spinta della manipolazione dell’opinione pubblica, perché funzionali al sistema.

Fonte: Ansa

Non voglio dare nessuna indicazione di voto ma è mia intenzione tenere sveglia la coscienza di ognuno di noi e far sì che il velo di maya non torni ad ottenebrare la nostra capacità di ragionare che è proprio una prerogativa dell’essere umano che lorsignori vogliono ridurre ai minimi termini.

Personalmente penso che a questo giro scegliere consapevolmente se votare o no diventi indispensabile.

Vediamo dunque se riesco a spalancare ancora di più questa finestra di Overton, senza passare per un gatekeeper, verso un cambio del paradigma elettorale facendo leva su un principio di autorità interiore che non è da confondere con l’autodeterminazione.

Ponendo come assunto che oggi è PALESE che la democrazia non esiste, e credo che ne abbiamo avuto prova finché mai in questi anni specie negli ultimi due e mezzo ad opera di una classe politica, cieca, sorda e anche omicida sia con la “vigile attesa”, che con le sciagurate politiche “anti-Russia” che ammazzano l’economia e quindi la società tutta, e considerando che per legge chi consegna una scheda bianca o nulla, a differenza di chi non si reca fisicamente alle urne, ha votato a tutti gli effetti e viene considerato nel calcolo dell’affluenza al voto, ritengo valide e percorribili, per chi vuole votare, le seguenti opzioni:

1 – Il voto dei guastatori

E’ semplice ed immediato nel gettare la cosiddetta sabbia negli ingranaggi. Trovare e votare candidati ai collegi uninominali che si sanno essere delle “mine vaganti antisistema”, fin ora sempre in numero esiguo o nullo tale per cui non hanno mai costituito un problema per gli ingranaggi di palazzo, ma se eletti in un numero di almeno 20 o 30 le cose allora sarebbero più complicate per lorsignori, non riuscirebbero a comprarli tutti.

Questo con la speranza che tali personaggi non siano solo meri cani sciolti ma che abbiano anche forza e coraggio tali da attrare a sé la necessaria autorevolezza capace di innescare un processo a catena di unificazione di tutti i movimenti cosiddetti antisistema esistenti, costringendo così i padroni del discorso a cambiare registro e se possibile iniziare un nuovo modo di fare politica più filo umano, che filo élite global finanziarie. Magari perseguendo in primis i seguenti obiettivi:

10 punti proposti da Mazzucco
Ma ci sono anche quelli di ContiamoCi

Le dimissioni in bianco le firmavano certe lavoratrici nelle coop di pulizia, che ho conosciuto in passato, in modo da restare ricattabili per tutta la durata del contratto per mano del datore di lavoro… in questo caso sarebbe una presa d’impegno verso le promesse preelettorali nei confronti dei cittadini elettori.

2 – l’Astensionismo attivo

Elezioni regionali in Emilia Romagna del 2014: le % di voti, rispetto agli aventi diritto al voto, confermano la tendenza all’astensionismo

E’ una pratica valida ma che pochi hanno esercitato nelle ultime elezioni. Eppure abbiamo tutto il diritto di esprimere la nostra sfiducia verso il potere dichiarando che non ci sentiamo rappresentati da nessuna lista o candidato.

Questo non è polemizzare, ma rendere nota la propria posizione che ha pari dignità del voto espresso per questo quell’altro partito.

Penserete che l’astensionismo attivo sia solo una scocciatura per gli scrutatori e che al massimo si potrà guadagnare un articoletto su qualche giornale locale zerbinato e filo governativo, ma il giorno dopo in parlamento non saremmo comunque rappresentati da nessuno.

Vero, e per questo si dovrebbe essere veramente in tanti a farlo, milioni di aventi diritto al voto.

Come esercire l’astensionismo attivo? Andare al seggio, farsi registrare, non prendere né toccare le schede, e far verbalizzare il proprio dissenso (allegando eventualmente anche una dichiarazione). Pro e contro di questa azione? Nessuno se si è in pochi a farlo, la situazione resta quel che è; anzi peggiorerà.

il voto di protesta1

L’intenzione di tale agire è che se vi fosse un numero veramente importante di votanti passivi o astensionisti attivi, gli sciacalli dell’informazione non potrebbero fare a meno di spolparsi l’osso della notizia tipo milioni di votanti hanno espresso il loro volere senza indicare nessun partito” o una cosa simile, sperando nell’effetto dirompente della cosa e innescando un processo a catena simile a quello sopra esposto.

Ma come dicevo bisogna essere in tanti, milioni, almeno una mezza dozzina (5-6 milioni) – stando ad alle dichiarazioni di Libero Gioia (vedi video) nelle elezioni scorse è stato fatto in un numero superiore ai 750mila nel silenzio assoluto dei media.

Mazzucco in un suo video, in buona sostanza illustra il suo pensiero, che condivido ed avevo già maturato al tempo della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale varata sulla pelle dei bambini e l’ignoranza dei genitori:

Il voto è qualcosa di prezioso, da dare solo a certe precise condizioni. Questo è l’unico modo per capovolgere il meccanismo che regola oggi i rapporti fra l’elettore e i partiti politici.
QUI il podcast del confronto tra Mazzucco e Toscano sulle accuse di gatekeeping mosse dal secondo verso il primo, in cui ho potuto dialetticamente ravvisare l’adozione e la messa in pratica di un’abile tecnica di PNL di Toscano per porre rimedio all’imbarazzante equivoco e contestualmente fare campagna elettorale, il ché non necessariamente deve essere vista come una cosa negativa e il buon Mazzucco se n’è uscito più che elegantemente.

Questo sotto fondo di diffidenza verso il sistema elettorale mi viene costantemente ricordato dal fatto che tutte le parti politiche mai come questa volta sono concordi sul fatto che si deve votare, non importa chi ma che si voti perché il voto è più alto esempio di democrazia e bla bla bla bla… (Anche Toscano al min.26.41, che cerca di portare Mazzucco a fare delle dichiarazioni pilotate, lo dice Messora e lo dice Paragone, non importa chi basta che si vada a votare)

3 – Votare i nuovi partiti antisistema nati in questi ultimi due anni

Questo perché, se si resta nell’attuale sistema elettorale (che per quanto mi riguarda resta abusivo, corrotto e non rappresentativo del volere popolare, nda), solo con il voto si può sperare di cambiare qualcosa. Non votando non si fa altro che spianare la strada a lorsignori che vincerebbero lo stesso, anzi vinceranno più facilmente.

Allora chi o cosa votare? La frammentazione attuale certamente è un’ennesima delusione e ciò non fa che suggerirmi che dove c’è divisone e frammentazione c’è del marcio.
Tuttavia in tale panorama credo che “VITA” (Sara Cunial) sia da preferire, se non altro perché:

Dott.ssa Antonietta Gatti

Ma andrebbero bene anche gli altri “outsider” come il focoso Lillo Massimiliano Musso e il suo “Forza del popolo” o “Italia Sovrana e Popolare”, ma come dicevo la frammentazione non aiuta in questa scelta. Si deve votare in massa uno solo di questi partiti.

L’intuito, che non mi ha m-a-i tradito, mi dice di lasciar perdere i seguenti:

Se non altro perché ritengo che, per cambiare il paradigma elettorale e anche la nostra società, dobbiamo riferirci a movimenti veri, puliti e coerenti con ciò che professano. I guanti unitamente alla mascherina stridono fortissimamente con tutto quanto ho visto e vissuto negli ultimi due anni e mezzo, e rifuggo dall’odore dalla massoneria bianca, nera, gialla o a strisce che sia.

Per tutto il resto cambia la forma ma la sostanza non è molto diversa:

Trieste, l’occasione mancata
chiarissimo esempio di gestione del dissenso

In definitiva e in questo caso, solo votando i nuovi partiti antisistema – e non le solite associazioni a delinquere pd, fi, lega, fdi & Co. che, in un modo o nell’altro, devono portare avanti l’agenda mondialista tesa a distruggere la piccola e la media impresa italiana e azzerare il più possibile la classe media lavoratrice (se non siete d’accordo con questa sintesi… buona fortuna) – si può ancora sperare di essere fortunati alla lotteria di trovare qualcuno di decente, conferendogli la propria fiducia e confidando che non si trasformi immediatamente, venendo assimilato dai “borg” del sistema.

Ma così si rientra in un altro recinto, che è quello del dissenso. L’ultima opzione sarebbe:

4 – Astensionismo di massa

Il rischio di non recarsi alle urne sarebbe che la situazione non cambierebbe di un virgola, visto che ufficialmente ed in questo sistema elettorale, non votare non delegittima nessuno. Se votasse anche solo un 30% degli eventi diritto, governerebbe comunque chi ha ottenuto la maggioranza di questi su tutti gli altri, anche il 70 % di non votanti; questo giusto per ricordarci che la democrazia non esiste.

Questo perché, all’ordine attuale delle cose (mi si corregga se non è corretto), le elezioni sarebbero lo stesso valide, non essendo in Italia definito un quorum costitutivo minimo sotto il quale le elezioni debbano ritenersi nulle.

A questo punto per come la si voglia vedere si sappia che l’astensionismo di massa, in tal caso però passivo, sembra che abbia comunque il suo effetto dirompente.

Esiste un precedente; vediamo l’esempio sudafricano. Nel 2004 emergeva la campagna del Landless Peoples’ Movement (LPM) nella contea di Durban con lo slogan No Land, No House, No Vote’ 

fonte: Wikipedia Di Sekwanele 2 – Opera propria, CC BY 3.0

Ebbene, per un pugno di persone che si limitava ad esprimere in piazza il proprio dissenso e diritto di NON andare a votare, vi fu una repressione immediata, violenta e brutale con uno spropositato ed incredibile dispendio di energia, giustificabile solo da una paura di fondo dell’élite di potere di veder montare un movimento di milioni di persone che decidono consapevolmente ed autonomamente di sottrarsi ad un meccanismo che li ha visti per anni essere solo delle pedine o peggio ancora, carne da macelleria sociale, come Asset da gestire.

In conclusione, e alla luce di questa mia personale disamina, ritengo che discutere e litigare tra “dissidenti” su quale sia la scelta vincente tra la “partecipazione” e l’astensione, è non soltanto inutile, ma anche deleteria e questo sì che fa il gioco di lorsignori.

Questa volta #iorestoacasa è un grosso azzardo, ne sono più che consapevole, ma sarebbe la più alta forma di democrazia se esercitato consapevolmente in massa.

Certo che così sembrerebbe di chiamarsi fuori dai giochi e attendere passivamente che le cose facciano il loro corso potrebbe assumere la forma di un atto di vigliaccheria, ma questo solo agli occhi di coloro che hanno e continuano a credere in un sistema elettorale che nei fatti ha sempre voltato le spalle agli elettori e non viceversa.

Per cui a questo giro consiglio meno razionalità e più fiducia nelle energie sottili… e cercare il giusto e consapevole equilibrio, per restare in coerenza con quelli che sono i nostri reali desideri e bisogni.

Mi rendo conto che certe eggregore non nascono per telefono, ma intanto ad oggi gli aventi diritto al voto sono poco meno di 49 milioni… magari se si votasse con più consapevolezza e meno pancia allora forse questo potrebbe essere il primo flash mob elettorale della storia.

Ritengo che queste siano davvero una sorta di ultime elezioni della storia politica del nostro amato Bel Paese perché, anche se molti mi prenderanno per sciroccato, a questo punto del gioco l’opzione voto ancora per lorsignori è superata.

Nei loro piani c’è un salario unico per tutti, no proprietà privata, ed eliminazione del contante. Tre punti che, se ci ragionate bene e a mente fredda, sono tesi all’annichilimento dell’italiota medio -giusto per restare in ambito nostrano ma questo si verifica in ogni altro paese che sia sotto la sfera atlantista o comunista/neo-multi pluralista – che oggi mette la bandiera dell’ucraina sul proprio profilo (o anche quella Russa l’ideologia può cambiare ma la strutturazione mentale non è molto differente, secondo me), è convinto di slogan come “chiudere oggi per riaprire domani” o “vacciniamoci oggi per salvare il Natale” e altre idiozie simili, utili e funzionali solo all’avanzamento di un programma mondialista messo nero su bianco, edulcorato e ammantato di buoni e condivisibilissimi buoni propostiti, nell’Agenda 2030.

Ma lo so già che per molti ancora, ma tantissimi di meno rispetto ad anni fa, queste suonano come le parole di un -ista no- qualcosa che non si affida alla scienzah e non si buca per il bene superiore, sempre se non mi si da del gatekeeper.

Va bene tutto, ognuno deve fare il suo percorso interiore. Personalmente non credo più in questo sistema elettorale quindi non vedo perché debba remare contro me stesso riconoscendolo ancora una volta, legittimandolo e concedendogli ancora la mia energia che poi è quella di tutti noi.

Proprio così, è un’energia collettiva, sistemica se vogliamo, di cui il sistema elettorale ne rappresenta solo una parte. Se vogliamo vederla alla James Lovelock (che RIP ci ha lasciati alla veneranda età di 103 anni) facciamo tutti parte di un unico grande sistema composto da una molteplicità di sottosistemi di cui noi siamo una piccola variabile. Ma

I sistemi variano se le variabili cambiano.

Come ho già espresso, non votavo da moltissimo tempo ma poi sono ritornato sui miei passi e ho votato 5s e l’ho fatto in un modo che da un punto di vista etico non andrebbe fatto; ho votato perché dicevano di voler abrogare la legge Lorenzin sui vaccini e basta, ho guardato all’interesse particolare e non a quello generale.

Sì perché di solito chi va a votare lo fa pensando di tutelare un suo interesse particolare o di una parte della società cui pensa di appartenere, ma chi non vota di solito lo fa dopo un travaglio interiore che lo porta a tale decisione con coscienza di esercitare il diritto di non esercitare un diritto, scusate il gioco di parole, poiché sa che non esprimendosi lascerebbe ad altri la responsabilità di decidere.

Ma questa visione dualistica è solo un conflitto apparente, poiché da un punto di vista energetico sono rappresentati due flussi che, viaggianti a velocità diverse, vanno comunque entropicamente nella stessa direzione di una sempre maggiore presa di coscienza e consapevolezza… lo so sembro Malanga adesso, ma la sostanza più o meno è quella.

Mi s’intenda, se cambiamo il segnale che emettiamo, se ci crediamo davvero, il mondo sarà una diretta emanazione delle nostre credenze. Per cui ribadisco:

Cambia il segnale che emetti, credici e il mondo sarà una diretta emanazione di te stesso.

Nel frattempo, come sempre prima di ogni giorno delle elezioni, sono tutti più buoni, come a Natale, e la benzina costa “solo” 1,7€ al litro, nelle scuole sembrano scomparsi obblighi di puntura e mascherine assassine… fino a che la curva ve lo concederà. Di guerra e razionamenti sembra che non se ne parli e senza troppi allarmismi, mentre le piccole e medie imprese – vera ossatura dell’economia italiana – continuano ad essere strozzate fino al fallimento da rincari e bollette criminali.

I falliti che non ti facevano entrare senza il green-pass, andranno a fare gli schiavi, se fortunati, nelle grandi multinazionali di quegli stessi che li hanno fatti fallire e ci ritroveremo tutti in un neo-feudalesimo dove i neo signori gestiranno gli asset, che saremmo noi, dalle loro isole private come l’oligarca americano di Lanai.

Marco Guzzi sulla TV e sull’essere Umani
Le elezioni di Fantozzi – certe cose non cambiano mai

Se non è chiaro, il 25 sarò a una festa con tanti amici, tutto il giorno.

Note:
1DpR 361/1957, Art.76 – L’Ufficio centrale circoscrizionale procede alle operazioni seguenti:
     2) procede, per ogni sezione, al riesame delle schede contenenti voti contestati e provvisoriamente non assegnati e, tenendo presenti le annotazioni riportate a verbale e le proteste e reclami presentati in proposito, decide, ai fini della proclamazione, sull’assegnazione o meno dei voti relativi.


In molti seggi quel “in proposito” offre lo spunto a non rendere ammissibile il voto di protesta poiché si vuol intendere che il reclamo è ricevibile solo se legato a una scheda contestata, ma come si è descritto se dopo la registrazione non si accettano né toccano le schede queste sono considerate a tutti glie effetti “schede contestate” solo che non avranno una X da decidere se convalidare o meno ma avranno un allegato con dichiarazione, il voto non andrà a nessuno ma il voto verrà conteggiato.

Fonti:
https://cristianminerva.altervista.org/non-voto-costituzionale/
https://www.ilcorrieredelpopolo.it/le-piroette-di-toscano-giravolte-da-destra-a-sinistra-da-vox-a-ancora-italia-con-diego-fusaro-a-stipendio-mensile/

Immagine di copertina: https://www.ilgiornale.it/news/politica/dalle-sanzioni-presidenzialismo-liti-incrociate-primo-2060984.html

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