L’Alchimia Sessuale, la ghiandola pineale e il cuore – la via dei guerrieri di Luce

A cura di Andrea Pilati

Il video del saggio Sadhguru è veramente illuminante e allarga orizzonti, estesi e potenti. Ma per fare ciò bisogna avere il coraggio di intraprendere il viaggio verso quell’orizzonte dove, per avanzare, si devono lasciare andare le zavorre che portiamo addosso e tutte le abitudini che ci hanno condizionato il destino, finora spesso avverso.

Invito il lettore a lasciarsi ascoltare durante il discorso del signore indiano del video e poi, prima di continuare con la lettura, porsi oneste domande su se stesso.

E ora ringrazio il lettore per essere arrivato sin qui… quindi andiamo avanti.

Ciò che Sadhguru non dice in questo video è come fare per ottenere questi effetti e come intendere il sesso senza cadere nella identificazione con il corpo. In questo intervento tratterò soprattutto di questo ultimo aspetto.

Riprendendo ciò che il saggio indiano menziona, non v’è dubbio che il sesso sia il motore per la produzione dei corpi su questo pianeta, siano essi sotto forma di pietre, vegetali, animali o corpi umani. Essendo il sesso una forma di energia occorre valutarla come tale, ma avendo l’accortezza di considerarla come la più potente. Tramite essa infatti si gestano i mondi e le stelle… oppure i buchi neri. Il Big Bang è stato l’atto sessuale primordiale; ma lo è ancora perché avviene ogni volta che un ovulo viene fecondato da uno spermatozoo. Come in alto, così in basso, come nel grande, così nel piccolo.

E questa energia come la possiamo utilizzare noi?

Sadhguru menziona il fatto che, durante l’atto sessuale, molto spesso ci si identifica con il fisico, ma dobbiamo anche chiederci quali sono le nostre reali intenzioni in quei momenti. Cercare l’unione e la fusione con il nostro partner oppure un mero egoistico piacere personale? Qui le strade si dividono in due direzioni diametralmente opposte e una risposta onesta credo possa provocare un poco di fastidio al nostro Ego.
Poniamo che la risposta sia la prima, cioè la ricerca di unione con il compagno/a. Da qui il lettore mi permetta una serie di domande, in modo da avere una traccia conduttrice che ci porti, tramite l’arte della maieutica, alla più vicina realtà di noi stessi. A questo punto abbiamo coscienza dei pensieri che prevalgono durante il rapporto sessuale? Sono pensieri coscienti oppure ci lasciamo trasportare dal loro turbinio? Nel caso di pensieri coscienti siamo in grado di guidarli? E che tipo di reazioni stimolano, quali pulsioni? Quella del piacere personale e della eiaculazione finale, forse?

La vera resurrezione sei TU..
La tua vera rinascita = Quando il tuo liquido cerebrospinale (Cristo) sale sulle tue 33 vertebre (la scala di Giacobbe) e sui tuoi 12 nervi cranici, incontra la ghiandola pineale che si attiva completamente, è la vera resurrezione.
[Loro] mentono, perché [sanno] molto bene che tutto
è nascosto in te..!!
Questa è l’unica ragione per cui [loro] hanno sempre cercato di rimuoverti da te stesso…
Scollegandoti

E se invece usassimo la forza di volontà per condurre, con la immaginazione, i liquidi seminali in direzione opposta? In inspirazione dai testicoli/ovaie lungo la colonna vertebrale fino al cervello, e verso il cuore in espirazione? (In sanscrito questa pratica prende il nome di “Pranayama“). Innanzitutto alleneremmo la volontà e l’immaginazione, due forze che, insieme, nella vita di tutti i giorni, producono miracoli. Poi potremmo sperimentare il vero potenziale della parte negativa di noi, il vero e proprio “Lupo nero”; potremmo sperimentare la sua forza, la sua intenzione e avremmo l’opportunità di comprendere se anche nella vita di tutti i giorni siamo condotti da lui; o, meglio, scegliamo di farci condurre da lui. Così facendo potremmo confrontarci con la sua resistenza verso questo approccio, una occasione per evolverci.

Le antiche conoscenze, le fiabe, i miti, le parabole, le poesie, i racconti, ci fanno comprendere che il “Lupo nero” non è “fuori” dal corpo ma ne abita la mente, la nostra mente. Si chiamerà per caso “Ego”? (ancora lui…). Se così fosse è necessario sapere che l’Ego è opportunista, pretenzioso, incontentabile, sfruttatore, competitivo, soverchiante… Ama aggregarsi con altri Ego simili per rafforzarsi e giustificarsi, teme la Verità, ripudia il sacrificio, odia l’entusiasmo. Siamo polarizzati in questo senso quando ci confrontiamo con gli altri? E durante il rapporto con il nostro partner? Per allargare ancora di più la comprensione di questo delicato argomento occorre chiarire che ciò di cui stiamo parlando si manifesta come energia elettromagnetica in grado di attirare persone e generare situazioni. Dalle nostre parti, di una persona che ha subito una situazione negativa si dice che “Se l’è attirata…”. Questo detto mi pare molto, è chiaro, esplicito.

Ora, per fare in modo di cambiare polarità a tutti quegli aspetti appena menzionati che ci rendono la vita difficile, bisogna mettere in conto che ci si debba allenare; così come in palestra si allenano i muscoli del fisico, così nella vita di tutti i giorni si devono allenare le facoltà che ci rendono virtuosi, andando per gradi. Naturalmente la prima domanda da porci è “Lo voglio veramente?”.

Punto primo – rendersi conto dei processi mentali, della produzione dei pensieri e da dove scaturiscono. Per esempio, oggi mi sono sorpreso a vivere una storia mentale fatta di vendetta, di rivalsa, odio… e ho la sensazione di essere in buona compagnia. I muscoli, soprattutto facciali, erano in lieve tensione, come quando ci si trova realmente in una analoga situazione (la realtà stà dove i pensieri ci conducono). I pensieri sono energia neutra, come la moneta; dipende chi li padroneggia. In quei frangenti di disattenzione su di me la mia parte egoica aveva preso il sopravvento. Proviamo a immaginare se questi pensieri scaturiscono mentre si mangia; oltre al cibo mangeremo rabbia e i succhi gastrici prodotti in eccesso non faranno molto bene al nostro stomaco. Nasceranno da lì gastriti & CO?

Punto secondo – sforzarsi di essere presenti, essere attenti a ciò che succede nel nostro centro emozionale e al flusso dei pensieri, con il fine di comprendere il vero movente. I pensieri e le emozioni, ad essi collegate, attraggono elettromagneticamente situazioni della stessa natura. Siamo noi gli artfici del nostro destino. Bisogna considerare che, circa il movente, molto spesso ci giustifichiamo. In questo contesto la pratica sessuale alchemica è maestra nel dipanare ogni dubbio sulle nostre più intime intenzioni. Le stesse che ci conducono, e dalle quali siamo dipendenti, nella vita in società, nella quale possiamo essere degli sfuttatori, manipolatori e opportunisti, dissimulando altruismo recitando una parte teatrale (piuttosto goffa, agli occhi di chi sa vedere con altri sensi).

Punto terzoparlarsi onestamente; non si potrà comprendere il movente, costruttivo o distruttivo, di Essenza o di Ego, fino a quando saremo protettivi nelle nostre pecche, le giustificheremo e le scuseremo dando loro una parvenza di “giustezza”. Non è un peccato errare; il peccato è crogiolarsi nell’errore, reiterarlo e alimentarlo. Ricordiamo che solo coloro che cadono e, rialzandosi, ammettono gli sbagli, sono i coraggiosi che progrediscono (progredire: andare avanti, crescere).

Punto quarto – imparare a vedere negli altri il nostro specchio e ammettere che chiunque invidiamo, odiamo, critichiamo, malediciamo… non è altro che una copia di quella stessa parte che portiamo dentro. Altrimenti tutto il ragionamento fatto sulle affinità elettromagnetiche che attraggono polarità simili non potrebbe funzionare e Goethe dovrebbe riscrivere “Le affinità elettive”. Ecco, in questo caso occorre una buona dose di umiltà, e per ottenerla occorre sviluppare molta, molta forza. Una forza che arriva dal cuore, organo che molto pochi conoscono, ma del quale molti ne parlano, quasi bastasse pronunciarne il nome o indossarne spillette per ottenere le virtù che da esso scaturiscono.

Bene, siamo nuovamente al cuore, al Anahata, il quarto chakra, quello che le energie, convogliate durante l’atto sessuale e la respirazione Pranayama, possono nutrire e fare in modo che il suo linguaggio si possa manifestare. Le stesse energie che fanno sì che si manifesti il divino che è in ogni essere umano attraverso l’entusiasmo (En-Theos).
Bene, adesso non ci resta che scegliere “chi” nutrire…
In bocca al lupo! …ops…


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