A tutti quelli che hanno gioito per il 110%

A cura di Andrea Pilati

Ecco, mi tocca fare l’uccello del malaugurio, il solito complottista pessimista, avvocato del diavolo al quale gli va mai bene quello che succede, anche quando, pare, sia una buona notizia.

Sto parlando del Superbonus del 110%, cosa gradita a molti, manna dal cielo per ristrutturare casa. E fino a qui niente da dire. Anzi, va da sé che il bonus, così erogato, è addirittura da considerarsi come “moneta circolante aggiuntiva”, ossia lo Stato emette più soldi di quanto ne incameri. In parole povere, se dovete dare 1000 euro in tasse con l’incentivo di euro ve ne scontano 1100. Sarete così a credito di 100 euro sulle prossime tasse da versare.

Forse è arrivato il cambio di rotta, si è sentito dire nell’aria…

I vantaggi di questo prodotto del governo sono spiegati bene dall’Ing. Fabio Conditi in questo video:

“Ma è possibile che uno Stato che ha aderito alla spoliazione dell’economia italiana abbia voluto fare un regalo all’edilizia e ai suoi contribuenti?”

Ecco, i contribuenti…

In cosa consiste l’incentivo del Superbonus?

L’incentivo consiste in una detrazione del 110% che si applica sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali e, per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, in quattro quote annuali di pari importo.

I beneficiari possono scegliere se
-utilizzare direttamente la detrazione al 110%, pagando meno tasse e recuperando in cinque anni più di quanto hanno speso (in quattro per le spese sostenute nel 2022),
-cedere il credito d’imposta a terzi, ottenendo subito liquidità, o
-esercitare l’opzione dello sconto in fattura, effettuando i lavori senza alcun esborso monetario.

Fonte: https://www.insic.it/edilizia-e-progettazione/superbonus-110-online-un-sito-dedicato-di-guida-e-orientamento/

Ma come funziona in pratica? Ecco un esempio:

Vincenzo abita in una villetta singola e vorrebbe effettuare la ristrutturazione e l’efficientamento energetico della propria abitazione passando dalla classe G alla classe E. Decide di avviare una ristrutturazione mediante: sostituzione della caldaia, degli infissi e rifacimento del cappotto termico, nel rispetto dei requisiti richiesti del Decreto Rilancio. Pertanto, potrà beneficiare del Superbonus. A fronte di spese pari a 25 mila euro (cappotto termico) e 10 mila euro (caldaia e infissi), beneficerà di una detrazione, pari al 110% di 38.500 euro (110%), da ripartire in 5 ed quote annuali da 7.700 euro.

Il prodotto “110%” non è uno strumento malvagio, anzi. Grazie alla cessione del credito permette di ristrutturare anche a coloro che non hanno possibilità di scaricare totalmente la spesa dall’IRPEF. Praticamente è come se fosse consegnato un assegno al proprietario che, non potendolo detrarre dalle poche tasse che pagherebbe in 5 anni, lo “vende” alla impresa di costruzioni perdendoci un 10%. E lo stesso può fare la ditta nei confronti di una banca.

Tutto ciò è a vantaggio di tutta una serie di interventi che vedranno le abitazioni nel mirino dei soliti Governanti europei che, dall’alto, affermano che a breve sarà sempre più difficile vendere o affittare immobili fuori norma sulla classe energetica.

Fonte: https://www.repubblica.it

La classe energetica degli edifici in tutta Europa dovrà migliorare drasticamente nei prossimi anni.

Entro il 2030, secondo quanto prevede la nuova direttive Ue sull’efficienza energetica (che inizierà il proprio iter al parlamento europeo il 9 febbraio), gli immobili del Vecchio Continente che sono ancora in classe F o addirittura in classe G dovranno essere obbligatoriamente ristrutturati per portarli almeno in classe E. Ma si tratta solo del primo passo, perché entro il 2050 tutti gli edifici andranno via via ristrutturati, e portati a emissione zero.

Fonte: https://www.tgcom24.mediaset.it

Ma, sebbene la manovra possa essere un punto di forza per l’economia, soprattutto in quel settore tra i più sofferenti che è l’edilizia, bisogna considerare che ogni medaglia ha il suo risvolto e che, a mio avviso, questo del Superbonus non sia altro che uno specchietto per le allodole.

Già, perché il fine poi è sempre quello; lavorare per ottenere maggiore penuria di denaro, sia che venga tenuto bloccato dalla paura nei conti correnti bancari (durante la follia sanitaria 2020-2022, i depositi degli italiani sono arrivati ad oltre 4000 miliardi), sia che manchi per via di tasse e carenza di lavoro.

Fonte: https://www.repubblica.it

Per chiarezza, i soldi fermi in banca non sono indice di ricchezza. Chi è ricco i soldi li fa girare, altrimenti non potrebbero ritornare presso di lui… ma questa è un’altra storia, e andrà raccontata un’altra volta.

E, come abbiamo preannunciato, un governo come si deve, uno di quelli che deve rendere conto ad “Altri”, non si può permettere di rendere benestante i governati. E, se da una parte con il “110%” ha regalato, dall’altra con l’aumento dei carburanti, passati da una media alla pompa di 1,50 €/L a 1,85€/L nel giro di 24 ore, tra S. Silvestro e Capodanno, ha prelevato, e parecchio. E senza troppe misure complesse; semplice aumento delle accise. Et voilà…

Beh, siccome non di solo carburanti vive l’uomo, perché non incidere anche sui consumi giornalieri di corrente e di gas? Ma sì, vediamo cosa succede…

Ecco cosa è successo:

Beh, che dire, non avrei voluto finire un articolo iniziato con una notizia tutto sommato buona, per arrivare alla doccia fredda finale, ma è la realtà, e non posso fare altro.

Fatto sta che tutta questa ricerca di fonti, questo pigiare sui tasti e passare i giorni a cercare chiarimenti, mi ha convinto del fatto che, se ci si dovesse mettere a capire quale direzione prendere tra quelle proposte dai “professionisti dell’informazione” e dai sedicenti governi eletti, si diventerebbe simili ad una pallina in un flipper; continuamente sballottati tra magneti respingenti fino ad arrivare inevitabilmente alla bocca di uscita più malconci di quando si era entrati.

Per come la vedo consiglio di avventurarsi nelle pieghe di notizie e provvedimenti evitando di alimentare false speranze, ma coltivando utili e creativi progetti che si distacchino sempre di più da questo mondo malsano che l’uomo, in questa fase involutiva, sta continuamente alimentando.

Buona vita a tutti


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