Chiamata alle armi!

A cura, suo malgrado, di Andrea Pilati

Vi ricordate quando, circa tre anni fa, è iniziato tutto quello che è stato l’inizio della fine? E vi ricordate quando circa due anni fa la maggior parte, impauriti dalla possibilità di perder lavoro e futuro, per se stessi e per la loro famiglia e figli, si sono fatti violentare il corpo, consapevoli o no, attraverso l’iniezione spesso letale, come le odierne cronache raccontano?

Ecco, vi ricordate del clima che abbiamo vissuto da “caccia alle streghe” o, meglio, da caccia all’untore (sì, così suona meglio. Non mi voglio comparare ad una strega…)? Quel clima dove tu eri il colpevole della morte altrui o tua (“se non ti vaccini, ti ammali e muori“) e venivi ghettizzato, rifiutato al lavoro, lasciato fuori dai ristoranti o dai bar o dagli uffici non più pubblici…

E vi ricordate delle file di giovani, meno giovani e anziani che offrivano il braccio per l’ago, prima una volta, poi due poi tre poi quattro… e poi cinque? Si sentiva intorno un’aria di costrizione nemmeno tanto velata…

E se per caso, un giorno, l’Italia “dovesse” entrare nella guerra mondiale già in atto per difender l’italico suol e richiamasse giovani e meno giovani alle armi, come carne da macello ai comandi di un redivivo Luigi Cadorna, pena la reclusione in campi ad hoc (vi ricordate i campi di “isolamento” durante i due anni passati?).

Poi tutto è finito. Credete sia così?

Come vi sentireste nel ricevere, non più una raccomandata in carta verde con la multina da 100 euro che tanto vi scombussola le notti e vi fa chiamare l’avvocato per opporre giusta causa per vie legali, ma una lettera dal Ministero della difesa con tanto di effetti avversi in caso di diniego?

Sto facendo un volo pindarico troppo alto? Sto fantasticando cose irrealizzabili? Pensate un po’, provate anche solo per un momento, “facendo finta” che la realtà non sia poi così distante. Come vi sentireste? Quale stato d’animo vi coglierebbe nel dover decidere, questa volta, se rimanere senza stipendio e non poter sostenere la famiglia oppure rischiare la pelle di fronte a una minaccia, non più ipotetica di un liquido sotto pelle, ma quella più concreta di proiettili e bombe?

Vi siete accorti che vi fanno parlare del WEF (World Economic Forum per chi ancora non conoscesse l’acronimo) ma vi siete dimenticati del buon vecchio Bilderberg trattato dal dimenticato Daniel Estulin? E se tutto questo ciarlare nelle chat sull’acronimo più famoso del momento non fosse altro che la solita distrazione di massa (sì, volenti o nolenti facciamo parte della massa quando ci focalizziamo sull’argomento proposto da Loro)? E se per caso proprio Loro hanno già bell’e pronto un programma inaspettato come è stato inaspettato tutto quanto ci hanno fatto vivere in questi ultimi due/tre anni?

Se proprio volete un mio parere in merito vi propongo di ascoltare cosa ha da dire l’individuo che vedete in questo video e di pensare, magari, che la strada giusta è quella che va in un’altra direzione.

Per chi volesse il testo della poesia letta nel video ve lo allego qui:

La strada giusta è cambiare strada…


NOTA: foto di copertina tratta da https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/30643523/ucraina-panico-caserme-italiane-chiamata-armi-ragazzi-90-2003-bufala.html

2 pensieri riguardo “Chiamata alle armi!

  1. Bé… in realtà Zelinkio ha detto che “Se non fermiamo Putin ci sarà Terza Guerra Mondiale” e solo in questo caso “anche l’Italia sarà costretta ad entrare in guerra”.

    Sei un pò uccello del malaugurio in questo post! 😁

    "Mi piace"

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