La scritta “vaccini = morte” non piace; chissà perché…?

A cura di Andrea Pilati

Vi sono situazioni in cui non si può che essere d’accordo con il contrasto alla deturpazione dell’arte.

Se si fa una ricerca nei motori di ricerca escono un pletora di risultati da parte di tutte le testate giornalistiche, dalle maggiori alle minori (che sono poi le stesse). Alla notizia viene dato risalto, in senso negativo logicamente, perché non si può dire bene di chi danneggia l’arte. Però basta che si dica, perché è tutta pubblicità:

E così dovrebbe accadere per tutto, anche per chi imbratta i muri, con tanto di foto del muro imbrattato in bella vista nella pagina stampata. Mi riferisco a notizie che dovrebbero apparire sui quotidiani locali. Notizie che riportano fatti come questo:

Biella, scritta apparsa ieri, giovedì 2 febbraio

Un scritta del genere, apparsa sul muro laterale della chiesa, in posizione poco distante dall’ingresso del municipio, non può che mettere disagio in tutti coloro che hanno responsabilità in questo contesto, sindaco in primis, in quanto massima autorità sanitaria in ambito locale. Una scritta che dovrebbe fare passare notti insonni, che dovrebbe far sì che i responsabili di questi morti, dagli autori materiali a chi li sostiene con il loro silenzio, non abbiano più il coraggio di specchiarsi.

Comunque sia, al di là delle sacrosante ragioni della frase, è un imbrattamento, e come tale va trattato. Andrebbe rimosso, ecco.

Ma, si sa, i tempi tecnici della macchina burocratica non sono poi così rapidi, ci vorrà del tempo per intervenire… Va da sé che già solo per ciò che la scritta evidenzia, dovrebbe essere notizia ghiotta per i giornali locali. Ma, non so perché, ho il presentimento che la frase, così com’è per intero, non apparirà.

In ogni caso, per evidenziare quanto la scritta incriminata non soffra di solitudine, ecco altre perle marchiate a spray, a pochi metri da questa. Sono lì da alcune settimane, ormai, segno che la lentezza della macchina burocratica metta in difficoltà il decoro che dovrebbe mostrare la zona di ingresso del palazzo del Comune di Biella.

Ma… Ohibò! Cosa vedono i miei occhi!? Rimossa? Dopo poche ore? Ah, bene, quindi avranno fatto un unico lavoro di pulizia, rimuovendo anche le altre…

Poche ore dopo, il muro si mostra in tutto il suo originario candore

E invece no… Le foto che vedete sopra le ha scattate lo scrivente proprio oggi pomeriggio, venerdì 3 febbraio. Rimarranno lì ancora per un bel po’ di tempo; in fondo non danno fastidio, diciamoci la verità, e poi un poco di colore in questa grigia città ci vuole, dai…

Per finire vediamola così, trovando da me una possibile giustificazione per tanta rapidità di azione: ironia della sorte la scritta pericolosa è stata apposta su di un edificio che le belle arti vorranno certamente preservare e quindi la cosa è stata vista come un ulteriore affronto alla bellezza e al rispetto del luogo di culto. Ecco giustificata tanta premura nella sua rimozione.

Ma l’ironia, la più cinica, è che il deturpamento è stato fatto già ben prima, su di una opera d’arte che vale più di tutte quelle presenti nei musei di tutto il mondo: il corpo umano.

Chissà che, dal punto di vista del risveglio delle coscienze, questi malori improvvisi, queste morti, servano a qualcosa…


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